La Rosa di Natale ... fioritura invernale
Capita, a volte, durante le spassose chiacchierate botaniche con i clienti (veri intenditori di piante), di incappare in nomi apparentemente sconosciuti o che creano confusione.
Un esempio è la “rosa di Natale”, nome comune dell’ Helleborus. In realtà Helleborus niger: la “rosa di Natale “ per antonomasia. Originario della regione mediterranea dell’Europa , del Caucaso e dell’ Asia minore, il genere Helleborus ,comprende una trentina di specie di cui dieci presenti allo stato spontaneo in Italia.
Tra questi l’helleborus niger, l’helleborus bocconei, il viridis e il phoetidus.
Sono piante erbacee perenni appartenenti alla famiglia delle ranuncolacee, con apparato radicale costituito da un robusto rizoma nerastro. I suoi fiori sono formati da 5 sepali che possono avere colori che vanno dal bianco al verde al porpora con diverse sfumatura sui bordi. I petali veri hanno forma ad imbuto e dimensioni ridotte, nascosti dai numerosissimi stami presenti.
Come la maggior parte delle ranuncolacee contengono alcuni principi tossici.
L’elleborina, l’elleborigenina e la saponigenina sono infatti in grado di agire violentemente sul cuore e provocare ulcerazioni ed irritazioni sulla pelle.
Non a caso l’elleboro godeva di gran fama in passato come ingrediente principe nelle “pozioni mortali”, tanto in voga dall’impero romano al medioevo.
Ma non voglio spaventarvi. Vi sono piante ben più pericolose che coltiviamo tranquillamente sui nostri balconi o in giardino!!
Il periodo di fioritura degli ellebori (dicembre-febbraio) e la bellezza dei loro fiori, simili alla rosa canina, hanno fatto meritare il nome di “rosa di natale” a questa perenne.
Non di rado il fiore, che se reciso ha una durata notevole in acqua, durante le festività natalizie veniva usato, in tempi non lontani, per adornare le immagini sacre.
Il più conosciuto, ma il meno comune, è l’elleboro nero (Helleborus niger), noto con il nome comune di stella di natale ,elleboro nero o erba rocca.
Vive nei boschi submontani e montani degli appennini e delle alpi in boscaglie a substrato calcareo.
E’ una perenne con foglie basali di grandi dimensioni a margine seghettato, coriacee, di color verde scuro. I fiori, a forma di coppa, sono grandi, singoli o a coppie , di color bianco (ma anche rosa o rosso-porpora) con numerosissimi stami, e si schiudono tra gennaio ed aprile.
Più diffusi sonol’H. viridis e l’H. bocconei el’H. phoetidus.
Il viridis, conosciuto anche come elleboro verde o elleboro falso, è una perenne rizomatosa alta 20-50 cm che presenta grandi foglie alla base presenti sino in cima vicino ai fiori, di color verde-rossiccio.
Il Phoetidus è diffuso in luoghi sassosi ed ha un fusto ramificato alto oltre 50 cm con foglie dal margine seghettato provviste di lunghi piccioli. I fiori sono pendenti di color verdastro con margine rosso- bruno. La pianta deve il suo nome al suo odore nauseabondo che emana se si stropicciano le foglie.
Il Bocconei è diffuso specialmente nel sud italia.
In vendita nei vivai e garden center sono presenti numerosi ibridi e selezioni che derivano principalmente dall’H. orientalis. Tra quelli che meritano maggior attenzione vi posso citare l’H. Lividus silver edge, l’H. Orientalis bridal queen, l’H. orientalis winter beauty
Tutti gli ibridi di ellebori vogliono un terreno ben drenato ricco e leggermente acido (il basico è in genere indicato per gli ellebori “spontanei”). Collochiamoli in ombra-mezz’ombra magari in compagnia di felci, primule, vinche, polmonaria…un piccolo sottobosco…non vi pare…?
Tollerano anche posizioni soleggiate a patto che l’apparato radicale sia al riparo dai raggi solari e non manchi acqua.