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Osman Kalin: il primo guerrilla gardener della storia

Quando realizzare un orto diventa un atto rivoluzionario.

21 mar 2016 Cura di piante e alberi - Tempo di lettura: min.

giardini

Nella Berlino divisa in due tra Est e Ovest, un immigrato turco costruisce la propria casa a ridosso del muro, nel tratto considerato "terra di nessuno". Dopo 40 anni, quella casa e anche il suo proprietario sono ancora lì.

Il suo nome è Osman Kalin. Turco dell'Anatolia, classe 1925, arrivò in Germania nel 1943. Poi la guerra finì e, nella Germania distrutta, Osman iniziò a fare il muratore.

Intanto Berlino fu divisa: americani, francesi e inglesi da una parte e sovietici dall'altra. All'alba del 13 agosto 1961 i cittadini di Berlino si svegliarono con la città divisa in due dal filo spinato. Poi murarono anche il confine dentro Berlino. Si passava solo dal Check Point Charlie, il posto di blocco che collegava il settore di occupazione sovietico (quartiere di Mitte) con quello americano (quartiere di Kreuzberg).

Nel 1969 Osman Kalin decise di iniziare a piantare cetrioli, agli, cipolle. E lo fece proprio sotto il muro, settore ovest, quartiere Kreuzberg, a Bethaniendamm. Tutto nacque con il desiderio di una casetta con l'orto. Possiamo definirlo, a tutto diritto, il primo ortolano guerrigliero della storia.

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Fonte: youtube.com

Arrivarono immediatamente le guardie di frontiera sovietiche, per dirgli che quel pezzo di terra apparteneva a Berlino Est. Osman disse che non poteva essere così dato che si trovava nella zona Ovest e che Berlino Est stava oltre quel muro. Ma si sbagliava. Non poteva sapere che la terra che aveva orgogliosamente occupato facesse parte della DDR.

Proprio in quel punto il muro avrebbe dovuto fare una specie di zigzag per seguire perfettamente il confine reale, ma per risparmiare cemento durante la costruzione le autorità di Berlino Est tagliarono fuori un lembo di terra socialista dentro Ovest. Quindi il signor Kalin, di fatto, si trovava sul territorio della Repubblica democratica tedesca, dove la polizia occidentale non aveva competenza territoriale. Allo stesso tempo quel fazzoletto di terra risultava difficile da controllare anche per le forze dell'ordine dell'Est che non potevano fargli niente perché avevano lasciato un pezzo di Est dentro ovest.

Quando il muro fu costruito, questo pezzo di Germania dell'Est era finito dalla parte sbagliata. Abbandonato a ovest, ma di proprietà dell'Oriente, l'area era diventata una vera e propria discarica. Osman Kalin passò del tempo a ripulire quella zona per poi farne il suo giardino.

La Germania dell'Est temeva stesse scavando un tunnel per far scappare la gente. Si agitarono perché non riuscivano a trovare nessuna legge che vietasse di armeggiare sotto il muro di Berlino nella zona Ovest. In pratica non potevano cacciarlo.

Finito l'orto ha costruito il capanno per gli attrezzi, ci ha messo un letto, e poi piano piano ha cominciato ad allargarsi. E il capanno per gli attrezzi è diventato una piccola casa, con un balcone da una parte e uno dall'altra. Da un lato Osman si affacciava su Berlino Ovest, dall'altro c'era Berlino Est. Praticamente i soldati dell'Est gli guardavano dentro casa. Ma non potevano fare niente.

Quell'uomo basso e barbuto lasciava sempre aperta la porta di casa, giorno e notte, in modo che chi scappava trovasse subito una casa in cui rifugiarsi e non essere ucciso. Le guardie, da parte loro, avrebbero tanto voluto buttare giù la sua abitazione ma non si poteva fare. Tentarono in molti modi di spiegargli che doveva sparire ma lui sconcertò tutti, semplicemente perché non obbediva.

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La casa di Osman Kalin. Fonte: andberlin.com

Alla fine si decise per la cooperazione: Osman Kalin avrebbe fornito cipolle alle guardie di frontiera, in cambio di beni della Repubblica Democratica Tedesca.

Solo dopo la caduta del muro, quando sono stati resi pubblici i documenti del partito unico, si scoprì che la questione era stata all'ordine del giorno di varie sedute del comitato centrale, in occasione delle quali discutevano se mettesse in pericolo la sicurezza della Repubblica Democratica Tedesca.

Il 9 novembre 1989 la popolazione delle due Berlino buttò giù a colpi di piccone il muro. La casa di Osman nel frattempo si era allargata di qualche metro perché la famiglia era cresciuta. Dopo il crollo quella zona, pur essendo stata parte integrante del quartiere Kreuzberg ai tempi del muro, era ritornata al quartiere Mitte. A questo punto di chi era la competenza per determinare il destino di quella casa? I due quartieri trovarono un accordo: Kreuzberg cedette a Mitte un pezzo di terra grande quanto quello occupato dalla casa e la questione fu risolta.

Ormai quella casa era diventata un simbolo, un emblema, per questo si preferì conservarla. Ancora oggi Osman siede tranquillo nel suo giardino; non capisce perché tutti vogliano fotografare e vedere la sua dimora. Forse non sa che la sua "Baumhaus an der Mauer" (espessione che tradotta sarebbe casa sull'albero a ridosso del muro, anche se è costruita non sopra ma intorno a due alberi), in modo scherzoso nota a Berlino anche come "giardino di guerriglia", è ormai una vera e propria attrazione. Dalla caduta del muro sono passati venticinque anni ma lui è ancora lì, in quella casa con l'orto, oggi in mezzo a uno spartitraffico.

Il muro è caduto, ma quel piccolo triangolo di terra in una strada del quartiere alternativo di Kreuzberg è un ricordo duraturo di quel periodo. Fiancheggiato da due strade e vicino a un canale sporco, segna la vittoria di un uomo sulle autorità della Germania Est.

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Commenti (1)

  • simona molari

    Questa è una storia di grande coraggio ed umanità, mi ha commossa. Grazie.

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