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Lotta al punteruolo rosso delle palme

Rhynchophorus Ferrugineuscroce: croce e delizia dei tecnici del verde e degli entomologi italiani.

23 mar 2017 Cura di piante e alberi - Tempo di lettura: min.

Fasano Brindisi

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L'articolo che vi accingete a leggere è un grido di protesta e di denuncia, che richiama un argomento di spiccata attualità: la moria delle palmacee.

A fine dicembre 2007, dopo circa due anni di tentativi, studi ed esperimenti contro il punteruolo rosso, giungemmo alla certezza che tutte le palmacee ormai erano attaccate, e quindi a rischio. Avevamo anche un'altra certezza: una soluzione per salvarle quasi tutte.

Il 4 maggio del 2008 un articolo del "Messaggero" sosteneva che a Roma, nei giardini vaticani, un'equipe di tecnici, usando un metodo già sperimentato da altri, stava sconfiggendo il punteruolo rosso. In realtà la nostra società Giardini & Giardini s.r.l. già dal dicembre del 2007 aveva la soluzione per la profilassi e la cura delle palme del nostro paese: ottimo rimedio totalmente ecologico ed economico consistente in trappole di ferormone e cherormone.

Nel febbraio 2008 infatti potevamo finalmente essere certi di aver fatto un gran lavoro con risultati alla mano. Così ci siamo subito attivati per promuovere la nostra sperimentazione, al fine di trovare enti disponibili a sovvenzionarla, per salvare e tutelare il patrimonio arboreo del territorio. Abbiamo contattato il dott. Favale, giornalista del TG3, e con lui abbiamo realizzato un servizio che in data 3 aprile 2008 è andato in onda, dimostrando non solo la massima efficacia del metodo di prevenzione da noi adottato, dato che tutte le nostre 78 palme rimanevano in buona salute, ma anche che quelle 8 palme definite "morte" erano rinvigorite con un risultato di rivegetazione notevole. Eccellenti risultati, supportati tra l'altro da un'ottima documentazione fotografica e visionati e verificati dal Prof. Eustachio Tarasco del DBCA Università di Bari, che prospettavano "il futuro, la prevenzione e il contenimento".

Dopo il servizio del TG3 abbiamo atteso invano l'attenzione di enti e privati, ma abbiamo registrato un assordante silenzio. Siamo stati costretti, pertanto, a ridimensionare la nostra missione: salvare almeno le palme dei nostri clienti e ci siamo riusciti. Purtroppo ancora oggi cadono le palme superstiti sotto i colpi impietosi del punteruolo rosso, che ama divorarsele fino alle radici. Considerando il tempo che abbiamo avuto a disposizione e ciò che avremmo potuto fare, oggi forse non l'avremmo debellato, ma certamente non saremmo arrivati a perdere anche le altre varietà, quali la Waschingtonia robusta di h 8/9 mt, la Chamaeropis umilis, esemplari di 50/60 anni. Il responsabile in questo caso non è direttamente il punteruolo rosso, ma il lepidottero paesanoisia arc e un coleottero di piccole dimensioni che crea dei danni simili a quelli del punteruolo rosso.

L'aspetto più grave è che tanti addetti al lavori stanno provando a curare le palmacee, quasi tutti con metodi diversi, ma purtroppo continuano a cadere.

Mentre noi otteniamo ancora buoni risultati, cosa che ci rende orgogliosi:

  • le palme appena inclinate, o con la parte cimale caduta da qualche mese, o con segni inequivocabili di attacchi, non sono destinate a morire poiché, con il nostro metodo, in 7 mesi recuperano fino a rivegetare;
  • quando ci viene richiesta la sostituzione delle palme danneggiate con delle nuove, valutiamo sempre lo stato della pianta, chi certifica che sono perfettamente sane? Abbiamo prove di reimpianti già seriamente attaccati dal punteruolo rosso;
  • per quanto riguarda l'uso di prodotti fitosanitari - in particolare riportiamo l'esempio del comune di Sabaudia che ha dovuto chiederne l'utilizzo con procedura d'urgenza al Ministero della Salute - vi informiamo che noi non siamo mai dovuti ricorrere a questi metodi. I nostri risultati li abbiamo ottenuti con prodotti non tossici di libera vendita con garanzia di risultati.
  • per quanto riguarda la situazione delle palme che erano già cadute e tecnicamente ritenute morte, noi abbiamo sempre tentato prima il salvataggio, ottenendo ottimi risultati nel 90% delle volte.

Ma come si riconosce una pianta malata?

Il primo segno ce lo dà la cima della pianta, che una volta intaccata dal punteruolo, si stacca e cade. Ci sono tanti segni tangibili che evidenziano l'attacco: per esempio la crescita stentata, regredita, infossata della parte cimale, anche se questa infossatura è presente da qualche anno… sì, questo per noi è un segno tangibile al quale segue una diagnosi certa, dal momento che tutte la palme presenti sul territorio nazionale, da 7/9 anni possono essere state attaccate. Questo purtroppo rappresenta anche il tempo che si è perso senza intervenire.

E pensare che per smaltire la palme morte servono più o meno gli stessi soldi che per salvarle, che tristezza! Purtroppo a noi spetta stare sempre in allerta: negli ultimi anni sono aumentati sempre più gli scambi commerciali di materiale vegetale con altre nazioni, portando in casa nostra insetti di cui si sa poco o niente e ci tocca combatterli per salvare le nostre specie.

Lotta al punteruolo rosso delle palme

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