CAPITOZZATURA: UN’USANZA DANNOSA PER LE PIANTE E PER LE NOSTRE TASCHE.

Cosa spinge committenti, manutentori, tecnici a richiedere, effettuare ed accettare una pratica colturale cosi dannosa per il nostro patrimonio arboreo?

19 dic 2017 Cura di piante e alberi - Tempo di lettura: min.

Crevalcore Bologna

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Tutti i moderni studi di arboricoltura concordano su un punto: la capitozzatura è una pratica deleteria.

Cos'è la capitozzatura? Quali pratiche agronomiche di taglio possono essere considerate "capitozzature"?

Innanzitutto bisogna sapere che le piante NON mangiano con le radici, bensì con le foglie. Il "carburante" di tutti gli esseri viventi, piante comprese, è lo ZUCCHERO e sono le foglie che, effettuando la fotosintesi clorofilliana, creano gli zuccheri a partire dall'acqua (estratta dal terreno con l'apparato radicale) e dall'anidride carbonica presente nell'aria.

Un eccessiva eliminazione di massa vegetale (rami in grado di emettere foglie) crea un tale stress metabolico che le alberature, per sopravvivere, sono costrette a ricorrere alle proprie riserve energetiche, sottraendole, ad esempio, al proprio sistema di controllo dei parassiti oppure allo sviluppo delle radici. Il risultato? Piante sempre più soggette agli attacchi parassitari e con apparati radicali poco sviluppati: quindi meno stabili, meno sane e con perdita di foglie anche durante la stagione estiva.

L'eliminazione delle cime (apici vegetativi), in cui sono presenti gli ormoni della crescita, porta la pianta ad "impazzire" in una miriade di giovani "succhioni" disorganizzati, che si spezzano ad ogni folata di vento e che, alla disperata ricerca di un nuovo equilibrio, generano il fenomeno di una crescita molto più rapida del normale richiedendo così potature più frequenti del normale.

Infine, non dimentichiamo che ogni taglio equivale ad una ferita e tagli di diametro considerevole creano lesioni molto più soggette ad infezioni parassitarie, carie del legno e marciumi interni.

Perché tali pratiche sono ancora così diffuse anche tra molti professionisti del settore?

Molti committenti chiedono frequentemente alle imprese di manutenzione un abbassamento degli alberi e un ridimensionamento delle loro dimensioni.

  1. Perché intimoriti da un individuo di grandi dimensioni. Perché non porsi la domanda: "perché la natura avrebbe dato origine ad esemplari così grandi se questo significasse un maggior rischio di caduta?"
  2. Alcuni pensano che una potatura più consistente porti ad un buon riscontro economico ricorrendo ad interventi di potatura meno frequenti: FALSO in quanto, come detto sopra, la pianta che riceve una potatura più aggressiva crescerà molto più rapidamente.
  3. Per ridurre il numero delle foglie che cadono. Per soddisfare i propri fabbisogni nutritivi la pianta emette un numero maggiore di foglie e spesso comincia a perderle già durante i mesi estivi.
  4. Guardando le alberature pubbliche si prende ispirazione da ciò che fanno i comuni. Spesso esistono Regolamenti del Verde che impongono determinate procedure (e pesanti sanzioni) per la tutela delle alberature, ma il più delle volte gli interventi pubblici vengono eseguiti in deroga ad essi con la motivazione di una "messa in sicurezza" delle stesse.

Molti manutentori dal canto loro, si prestano o addirittura consigliano interventi simili. Perché?

  1. Conviene! Perché una potatura più massiccia risulta più semplice e più rapida da effettuare riducendo di conseguenza i costi di esecuzione in modo da poter presentare dei preventivi più "accattivanti".
  2. "Il cliente me lo ha chiesto": quante volte ho sentito questa frase! A parte la scarsa deontologia professionale... Sarebbe importante che il committente fosse messo al corrente che legalmente anch'esso viene ritenuto responsabile in solido per le potature eseguite in violazione alle normative vigenti.

Perché molti tecnici pubblici (periti agrari, agrotecnici, agronomi e... geometri) portano avanti pratiche che gli stessi regolamenti comunali spesso vietano?

  1. Molti di loro hanno avuto una formazione più improntata sulle potature di natura agricola (frutteti e coltivazioni "a reddito") piuttosto che su quelle di interesse ornamentale, ma bisogna considerare che una potatura "da produzione" porta la pianta ad un deperimento molto rapido (di solito decisamente inferiore ai 10anni): il paragone è quello di allevare il proprio animale domestico come un animale "in batteria".
  2. Le amministrazioni pubbliche hanno pochissimo budget da dedicare al verde pubblico e comunque sono eseguono interventi poco lungimiranti in funzione del fatto che i loro mandati sono "a tempo determinato"

Come si può dare un nuovo futuro delle nostre piante?

Se hai letto questo articolo, forse c'è ancora una speranza.

Chiedi sempre spiegazioni sugli interventi da parte del professionista coinvolto negli interventi e diffida sempre dei "faciloni".

Roberto Cremonini - Beauty Garden

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